NY, 2 luglio 2004
ansia. devo fare 4 miliardi di cose tutte oggi. la piu' importante e' andare a scuola e masterizzare sto benedetto dvd con dentro i miei film. non mi sono mai sentita particolarmente a mio agio dentro quell'edificio, figuriamoci adesso che devo usufruirne da studente fuori corso. ma prometto, faccio la doccia e vado. poi devo comprare l'ultimo pensierino per i maniscalco e una valigia nuova che c'ho tanta di quella roba in piu' rispetto all'andata che se alla dogana mi chiedono quanto valore ho acquistato durante il mio soggiorno negli stati uniti dovro' uscirmene con qualcosa molto new age tipo il valore dell'amicizia, della riflessione, dell'equilibrio interiore e via dicendo.
la gita a philly e' stata eccellente, e anche se ne' io ne' randi sappiamo con precisione cosa abbia scoperto o inventato, abbiamo eletto benjamin franklin come nostro personaggio storico preferito in quanto abbiamo spedito una cartolina dall'ufficio postale dietro casa sua. questo tipo di motivazioni sono le mie preferite. siamo state nel cortile della casa della tizia che ha cucito la prima attuale bandiera americana, abbiamo visto la scalinata dove va a correre rocky balboa e una luna grande e rossa accanto ad un orologio giallo. forza roma. appena giunte in citta' siamo andate ad informarci sulla visita alla liberty bell e all'indipendence hall. un cartello diceva che i biglietti per l'intera giornata erano esauriti ma botta di culo ha voluto che il guardiano avesse in tasca due biglietti di qualcuno che aveva deciso di rinunciare alla visita. cio' che si dice essere nel posto giusto al momento giusto. la storia della liberty bell e' carina e a brevi tratti quasi emozionante, l'indipendence hall invece e' stata per me causa di soffocate risatine. due stanze di medio squallore arredate con du sedie e du tavoli. l'omino che ci faceva da guida era pero' cosi' esaltato da risultare tenero nel suo orgoglio americano. parlava tutto tronfio di come una decina di uomini un giorno si fossero riuniti per parlare di democrazia, diritti, unione, liberta'. e io pensavo chissa' cosa direbbero quegli uomini di cosa e' diventato il loro paese. da colonizzato a colonizzatore. qui la settimana scorsa e' uscito il nuovo film di michael moore, farheneit 9/11, c'e' anche li' da noi? monica dice che devo vederlo prima di partire per poi tornare a casa e dire a tutti che in america ci sono tante persone che la pensano come noi al di qua dell'oceano. gli americani (perlomeno quelli che ho conosciuto io) sono ossessionati dall'idea che il resto del mondo li odi. e hanno paura che se bush verra' rieletto dovranno ammettere davanti a tutto il mondo che sono veramente stupidi.
NY, 31 marzo 2004
rieccomi con un bel bicchiere di cartone pieno di caffe' e un pezzo di una leggerissima crumble cake nello stomaco. sono allegra direi. questo posto coi pc e' accanto a times square e questa piazza mette allegria. c'e' un grattacielo coi muri lucidi colorati che non ve lo so descrivere, a un angolo di un altro palazzo c'e' ua riproduzione non dico a grandezza naturale ma quasi di quella famosa storia del ragazzino che pianta un fagiolo magico e cresce quel coso verde enorme che lo porta sopra le nuvole, ci sono le insegne dei musical di broadway e un sacco di lucine lucette colorate sbrilluccicanti. cheery. ad un incrocio piu' avanti verso la first avenue c'e' un cartello che solo a pensarci mi viene da volergli bene a questi americani. dice: unnecessary noise prohibited. vorrei capire chi stabilisce quali rumori sono necessari e quali no.
inoltre ieri ho visto:
- 4 barboni di cui uno ci ha chiesto una moneta, e quando ha visto che phil gliela stava per dare ha detto beh ripensandoci vorrei un dollaro.
- 2 semigiovani in metropolitana con in mano una bottiglia da 33cl di birra avvolta dalla carta marrone
- 4 tombini che fumavano
- 5 persone che fumavano
NY, 30 marzo 2004
ho esattamente 10 minuti e 03 secondi per scrivere questo primo post. gli internet point sono dei succhiadollari!
prima le cose belle: c'e' il sole, NY non fa paura come credevo, ho passato tutta la giornata con heidi e ho gia' conosciuto 4 delle sue amiche che vivono qui, stu e phil sono degli angioletti custodi.
ora le cose brutte: non trovo casa, la banca non mi aprira' mai un conto e oggi sono passata dalla scuola e mi sono sentita a dir poco fuori posto. ma forse solo perche' la gente li' intorno non sapeva che io ho gia' pagato per stare li'. tutto migliorera', lo so, mi dispiace scrivere il primo post in questo momento di semi depressioneoddiocomefaro' ma se sul blog uno scrive delle cose che gli succedono beh, io mica posso inventarmi che va tutto bene. pero' non va neanche cosi' male eh. oddio non so gia' piu' scrivere. e' che questo tempo limitato mi mette ansia. ok dai ho ancora 4 minuti. ieri ho visto 3 case. e ho capito che non e' vero che sono disordinata. io sono una maniaca dell'ordine a confronto con questi newyorkesi. per camminare nelle loro luride case devi saltellare tra una mutanda e un pedalino, per non parlare di centinaia di oggetti non identificati che messi uno sull'altro si riassumono in una sola parola: bordello. ecco mancano 52 secondi. invio. a presto magari stasera da casa. mi mancate.