marzo 30 2005
13:02

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musica da highway

"L'ultimo album di Josh Rouse si intitola Nashville ed è ancora caratterizzato da quest'aria fuori tempo che fa tanto autostrada sterminata nell'america profonda anche se lui è di new york. in ogni caso, questa è winter in the hamptons".
qualche sera fa, come da copione, ascoltavo radio due. l'orario era quello di dispenser, distributore automatico di stimoli quotidiani, e tra uno stimolo e l'altro è arrivata anche la canzone del giorno, introdotta come sopra.
mi è capitato spesso di ascoltare una canzone e di sentirla come perfetta colonna sonora per gli interminabili viaggi sulle highways americane, una di quelle canzoni che chiudi gli occhi e ti vedi al volante di una macchina lunga e azzurra su una strada sempre dritta dove puoi non incontrare anima viva per chilometri, solo cactus e stazioni di servizio che sembrano essersi fermate nel tempo. ascoltando la radio l'altra sera mi è venuto in mente di chiedere a tutti voi, lettori o semplici passanti, di lasciare nei commenti titolo e autore della vostra canzone da autostrada sterminata. obbiettivo: creare una compilation della durata di tre giorni per quello che prima o poi sarà un sogno realizzato: il coast to coast. sabato scorso, un anno fa, partivo per new york. un giorno tornerò da lei che sarà il punto di partenza per il lungo viaggio.
marzo 23 2005
15:13

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ah, l'agonismo

 ieri sera ho giocato a calcetto, come ogni martedì che si rispetti. sono andata con i miei capelli tagliati e lisci per farci l'ultima sudata prima del lavaggio. ma si sa che le novità non piacciono a tutti. il campo in erba sintetica, ad esempio, era contrariato. me l'ha fatto capire attirandomi a sè con l'inganno disattivando i miei muscoli cervicali e facendomi sbattere testa e capelli con una violenza inaudita. ok, diciamo solo con forza. fatto sta che oggi mi ritrovo i capelli nuovamente ricci e un ficozzo che se non lo denuncio sul 740 mi viene a cercare la finanza.
marzo 23 2005
14:30

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che dire...

non lo so. in momenti come questo non so più cosa è giusto e sbagliato. vorrei. cosa vorrei? boh. ascolto e basta. devo stare qui. magari un giorno smetterò di sentirmi al posto sbagliato nel momento sbagliato. magari un giorno riuscirò ad andare oltre la prima parola per trovare vero conforto nell'ultima. devo imparare ad arrivarci da sola. sicurezza, credo, si chiami.
marzo 23 2005
11:43

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istantanee

 scrivania (di nuovo incasinata) con gatto.
marzo 22 2005
13:30

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sing along

stamattina mi sono svegliata con mia madre che cantava
quando i bambini fanno ooooh,
che meraviglia, è un piripiglia
quando i bambini fanno oooooh,
i bambiniiiii fanno oooooh
quando i bambini fanno oooooh
così, in loop, con la sua discutibile intonazione e fedeltà al testo originale.
 
marzo 15 2005
15:41

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marzo 15 2005
14:33

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neologismi

se l'atarassia è assenza di turbamento e la a- è alfa privativo (o privativa?) io sono in uno stato di tarassia, che però, secondo il garzanti, è un termine che non esiste.
marzo 11 2005
12:28

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curiosità galattiche

qualcuno saprebbe consigliarmi un interessante, completo, e magari illustrato libro sulla civiltà Maya?
marzo 10 2005
16:36

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bidibibodibi bù

è uno di quei momenti in cui vorrei avere un superpotere, essere INCREDIBILE. spostare massi che pesano come anni e gettarli via usando solo un dito o anche due. cucire un filo invisibile e legarlo a te, così che al primo strattone potrei correre veloce come la luce e trovarti in un istante. costruire un pulmino di quelli molto anni 60 con la W davanti e partire per l'australia. oppure avere le ali chè con quelle non ci sono blocchi di traffico nè ingorghi e solo le rondini o i passerotti possono tagliarmi la strada, e a loro manco me la sento di mandarli a fanculo (ai piccioni e ai gabbiani sì però). avere le ali con la potenza di un areoplano al decollo e forza nelle braccia per sorreggerti. 
marzo 9 2005
14:09

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dovete sapere

(ma non fate sapere a lei che ve l'ho detto) che mia madre, oltre a partorire con grande spontaneità perle su perle di saggezza, è dotata di altri aspetti un po' particolari. ci tengo a sottolineare che uso la parola "particolari" a mo' di eufemismo. vi lascerò dedurre da soli la definizione più adeguata....
sul piano della cucina, accanto alla Pavoni (macchina del caffè alla quale dedicherò presto un capitolo a sè) ci sono 3 barattoli identici sistemati in fila. uno contiene un residuo di caffè non identificato, uno contiene il caffè del discount, il terzo contiene caffè da agricoltura biologica.ogni mattina in questa casa avviene il gioco delle tre carte. mia madre si sveglia per prima, prende il barattolo contenente il caffè biologico, si fa i due caffè che le permettono di prendere coscienza di sè e del mondo circostante, e poi ripone il barattolo nella fila, dandogli sempre una posizione diversa, solitamente a scelta tra le due più "fuori mano". la sottoscritta si alza dopo, raggiunge la cucina in stato comatoso e, fino a poco tempo fa, acchiappava un barattolo a caso (quello più "a portata di mano") e si faceva la sua dose di caffeina.
il caso volle che un infausto giorno (per la madre) la sottoscritta notò un piccolo post it attaccato ad uno dei barattoli, lo aprì e subito le sue narici furono inebriate da un aroma delizioso, di quelli che risvegliano ricordi ancestrali di quando prendeva ancora il caffè con lo zucchero e  sul piano c'era solo un barattolo. la sottoscrittà capì che il post it identificava il barattolo contentente il caffè buono. niente contro il discount dal quale proviene la maggior parte dei prodotti presenti in casa, ma il caffè... andiamo avanti.
da quel giorno la sottoscritta cominciò ad usare sempre il caffè post it, causandone una diminuzione quotidiana visibile all'occhio della madre.  cosa avvenne allora? vi starete chiedendo tutti incuriositi da questa avvincente vicenda. la madre si rassegnò a condividere il caffè buono con la figliola? macchè, manco pe' gnente! ella, non dandosi per vinta, staccò il post-it,  prese il cucchiaino che normalmente risedeva nel barattolo post it e lo sostituì con quello del barattolo discount, dando così vita alla strategia che chiameremo "del cucchiaino disorientante". la nostra eroina però, essendo uscita dall'utero della suddetta madre, ne conosce i meccanismi interni meglio di chiunque altro e, morale della favola, non ci casca più. aguzza ingegno e olfatto e, alla faccia della particolarità materna, si fa il caffè biologico tutte le mattine.