visto che la primavera si avvicina... uhm no, non è vero, non mi meraviglierei se una famiglia di pinguini o di orsi polari (non insieme che non mi pare le due specie convivano pacificamente) venisse a farsi la tana tra le dita dei miei piedi. (ma sti animali qua ce le hanno le tane? si costruiscono gli igloo da soli o occupano con la forza quelle degli esquimesi? :) allora, dicevo, visto che la primavera non si avvicina ma qui ce n'è un estremo bisogno, mi metto a fare ordine e pulizia. ho fatto una foto della mia scrivania "prima del trattamento" e spero di poter scattare e pubblicare quella "a trattamento effettuato" entro un paio d'ore. il problema di questa impresa titanica è che non si tratta solo di rimettere tutte le cose al loro posto, ma di trovarne uno alle cose che non ce l'hanno mai avuto. non basta buttare i fazzoletti usati sepolti sotto montagne di cd, tocca prendere il coraggio a quattro mani e liberarsi di tutti quei foglietti fogliettini e oggetti di piccola media grandezza conservati negli anni perchè beh, potrebbero sempre servirmi e poi mi ricordano quel giorno in cui... boh, e chi se lo ricorda più, però un giorno potrebbe tornarmi in mente e soffrirei tantissimo all'idea di averli buttati via. insomma, diciamocelo, riordinare la scrivania può sembrare la decisione più sofferta della settimana, ma passare la pezzetta col prontolegno sull'intera superficie non ha prezzo.
una pensa di essersi tolta dei gran pesi dalla mente e invece eccola là che arriva una email che ti dice ah, brava, hai fatto questo e quello, ma dovevi fare anche così e colà. e ti salgono i battiti e ti senti la stretta alla bocca dello stomaco e ti si fissa lo sguardo nel vuoto e bevi tanta acqua (ma solo perchè il riso era salato). in questi momenti mi sale la reviviscenza della fase pre laurea quando non dormivo senza aver assunto dosi massicce di rescue remedy e c'avevo gli incubi della burocrazia che mi inseguiva falce alla mano. dico a tutti che il modo per risolvere certe beghe si trova sempre ma quando tocca a me... uhm. ci penso e mi dico cazzo, lo dovevo sapere. ma anche cazzo, potevano pure dirmelo prima. e niente, ci proverò, al massimo mi licenziano che tanto manco mi hanno assunto.
quest'anno mi è stata donata dalle proprie mani di yaya una agenda sorella maggiore della rubrica di cui post precedente. fa tanto pandàn, spero solo che per solidarietà non decida di mollare l'elastico anche lei. svergognate. ci ho appuntato qualche frasetta di inizio anno e me la sono portata sempre dietro. oggi ho cominciato a scriverci gli impegni. l'anno scorso ho trascurato la mia smemo blu, forse perchè il mio cervello era in grado di trattenere un maggior numero di informazioni, ma la mia moleskine 2005 riceverà un trattamento ben diverso. la terrò aggiornata su tutto così che quando la aprirò lei mi saprà dire cosa devo fare e dove devo andare, perchè pare che il mio cervello non ne voglia sapere di faccende pratiche. non ci sono più i compartimenti stagni di una volta, è tutto fuso, vasi comunicanti, una sorta di open space stile loft americano. c'è una luce soffusa e diffusa che tocca ogni cosa.
che dite, dovrei mangiare? sono quasi due ore che trascrivo nomi e numeri di telefono dal cellulare sulla mia rubrica moleskine che penso di aver aperto in tutto 3 volte con il fine specifico di cercare un recapito. è solo un back up di dati che forse non utilizzerò mai, ma ci tengo tanto alla mia rubrica moleskine che non si sa mai, dovessi perdermi il cellulare. ci tengo così tanto che ci soffro ancora un po' quando le guardo quelle due fessure sul retro che dovevano trattenere l'elastico per chiuderla e che non ce l'hanno fatta più dopo sole due settimane di mio possesso. trascrivere è uno dei passatempi più noiosi al mondo, e poi mi fa anche male il pollice che c'ho la calcificazione del tendine o del legamento, non mi ricordo più, per me non è altro che un bozzo che si ricorda di farmi male solo quando scrivo. scrivessi, almeno. invece trascrivo. numeri di gente di cui non mi ricordo neanche il cognome, o forse non l'ho mai saputo, e peggio ancora di gente di cui non ricordo il volto. numeri scambiati per cortesia o per un'utilità che si è persa col tempo. è anche andato via il sole da questo lato della casa e mi si gelano le mani. metto in sottofondo la vanoni che canta senza paura e mi fermerò alla lettera n.