novembre 25 2004
20:19

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passeggiate di quartiere

stamattina mi ero diretta verso casa di nonna, a braccetto con lo spirito della brava nipote, ma giunta a destinazione ho trovato la zia in compagnia dello spirito urlante e la nonna in compagnia dello spirito delle telenovelas. risultato delle buone intenzioni: la mia presenza superflua. ho ripreso l'ascensore, sono uscita dal portone e mi sono trovata davanti ad un bivio. girare a sinistra per tornare indietro verso il caffè casalingo e il mostro inespressivo (così mia madre chiama il mio pccino) o voltare a destra verso la passeggiata nel quartiere. che ve lo dico a fà, sono andata a destra. ho preso un caffè solitario al gipsy, ho lisciato la farmacia per dare uno sguardo agli anelli nella vetrina della gioielleria segatori, ho saltato la boutique pizzutello perchè già solo il nome mi fa venire le bolle, mi sono soffermata sulle offerte dell'agenzia di viaggi per il ponte dell'immacolata e tanto per dare il colpo di grazia alle mie fantasticherie ho guardato i prezzi degli affitti di quartiere. ho avuto quindi l'impulso di comprare portaportese al giornalaio ma passandoci davanti mi sono imbarazzata notando un dvd di barbarella e ho proseguito oltre, girando ancora a destra. ve lo dico subito, ho girato sempre a destra perchè il mio è stato un percorso circolare. lungo la discesa mi sono imbattuta in una allegra famigliola composta da madre e due figlioli adolescenti. già da lontano li vedevo ridacchiare, poi più si avvicinavano più ridacchiavano e quando mi sono passati accanto in un silenzio ridacchiante ho pensato che ridessero di me. lo penso quasi sempre, c'ho le (s)manìe di persecuzione. per sicurezza ho controllato di non avere la bottega aperta e ho proseguito respirando a pieni polmoni l'aria fredda. sono passata davanti alla serranda di un locale che credo sia in affitto dai tempi in cui il negozio di noleggio film ha chiuso mentre ero in spagna, svignandosela con le novantamilalire che avevo ancora nella tessera prepagata. al civico subito dopo mi s'è stretto il cuore. sui muri accanto all'entrata del bar c'è scritto lollo vive. credo siano stati i suoi amici filosofi. o magari è un altro lollo che vive. io comunque ho pensato a lui. forse ci veniva a vedere le partite o a bere una birra. vado avanti. non mi guardo più intorno. solo dopo l'officina mi accorgo che ho superato la sartoria di franca, le mie ex parrucchiere e l'ex negozio di oggettistica dove facevamo tutti i regali alle medie. per qualche metro niente, solo ringhiere e rami ribelli di alberi non potati. prima di svoltare di nuovo a destra per la salita finale ho avuto l'ultimo flash back. il cancello di un condominio che da ragazzini scavalcavamo furtivamente per fare la scorciatoia in mezzo ai palazzi e arrivare nella mia strada senza dover passare davanti a balloon. ho sorriso ripensando alla paura fottuta che avevo che ci beccasse il portiere. in fondo non facevamo nulla di particolarmente illegale, ma a quei tempi, vuoi che mi avevano beccato senza biglietto sull'autobus, vuoi che mi avevano beccato a fregare un pacchetto di fonzies al supermercato, vuoi che il mio film preferito era i goonies, l'avventura era il mio mestiere, ma la fifa pure. e non c'era niente di meglio di quell'eccitazione. superata la prova mi sentivo un'eroina che a confronto le charlie's angels sono impiegate del catasto. ho tirato dritto, salito le scalette, controllato la camminata sulle vetrine di balloon e sono tornata a casa. allegra.
stasera la seconda passeggiata. percorso più breve, quotidiano, ma con la variante buio pesto perchè da tre giorni credo che il comune abbia deciso di risparmiare in energia elettrica spegnendo i lampioni della mia via. un'avventura anche questa, battezzata col nome di battaglia di scampa la cacca. m'ha detto bene, visto che non avevo con me il kit d'emergenza per la disinfestazione istantanea della scarpa (ogni riferimento a fatti realmente avvenuti è del tutto casuale e involontario :P)


novembre 24 2004
00:00

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goal

mi piacciono le giornate ricche, quelle in cui mi sveglio presto, mi crogiolo un po' nel letto coi pensieri più dolci, e poi mi alzo e faccio qualcosa di concreto. la doccia, la navigazione nei blog, un paio di telefonate e poi in giro per roma. prima tappa, un fatidico colloquio. ho messo i pantaloni buoni (o che credevo buoni, visto che poi erano scuciti in zona allarme rosso), gli stivali, il maglioncino e il cappotto. la borsa non c'entrava nulla col resto ma quella buona si era persa nel marasma della mia camera. sono arrivata con giusto quei 40 minuti di anticipo che a roma non si sa mai che traffico trovi in giro, ma oggi m'ha detto bene, alle due meno venti erano tutti in bagno. ho aspettato un orario decente e sono entrata dal cancello. ho sceso il viottolo di sanpietrini con una grazia da far invidia a platinette e sono entrata in questo edificio che da fuori sembrava una casa giapponese tutta vetrate e legno. il tizio mi ha ricevuto quasi subito, mi ha offerto il caffè e una sigaretta e mi ha spiegato il lavoro. ce la siamo cavata in una ventina di minuti conludendo con il solito è stato un piacere conoscerti, ti farò sapere. mi farà sapere entro domattina. sempre che mi faccia sapere qualcosa. perchè se non ti scelgono non te lo fanno mai sapere. quindi se domani verso quest'ora non avrò ululato ai quattro venti che non sono più disoccupata, saprete già che non mi avrà fatto sapere. e me ne farò una ragione. perchè se andrà così, ci sarà pure una ragione. quella più evidente potrebbe essere che non vado bene per l'impegno richiesto. quella meno evidente la so io e me la tengo stretta. parlo come se sapessi già l'esito. mah, vedremo.
dopo la dura prova colloquio è stato il momento del lavoro manuale che ti distrae dai pruriti intellettuali. mi piace imparare. un lavoro, una parola nuova. (certi infamoni penseranno che "lavoro", detto da me, è già una parola nuova, ma lo dico prima io così non vi lascio manco il gusto :P). in questo mese ho imparato a dire (e anche un po' a fare) spellicolare e applichesciare. ahò, mica è roba da tutti. se domani vado a bere un caffè e dico a marco e yaya "sapete che ieri ho applichesciato" loro mica lo sanno cosa significa. però loro non sono tutti. vabbè, se semo capiti.
dulcis in fundo ho calzato i miei scarpini da calcetto dopo un mese e mezzo di fermo. accanimento elevato all'ennesima potenza ma meno espresso del solito. due goal. due cucchiaini di rabbia scaricati. un secchio di tristezza ancora dentro.
i would give you my breath
i would offer you my pulse





novembre 21 2004
01:54

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non c'è che dire

quest'anno m'è andata di lusso. non che i festeggiamenti dei miei precedenti natali abbiano portato doni di portata inferiore, anzi, ma quest'anno sono proprio soddisfatta. sono entrata in possesso di: un cuscino ergonomico progettato nientepopodimenoche dalla nasa, creme e cremine varie per il corpo che con sto gelo implora idratazione profonda, lo snake di stone breil che si va ad aggiungere alla mia ormai ampia collezione della suddetta linea, una cornice fatta a mano con un collage fronte retro pieno di ricordi, un romantico week-end a firenze con i cuccioli clonati, una bambola di shakira folk travestita da ani difranco che mi canta whenever wherever ogni volta che pigio il bottone sulla guitar, un pezzo unico delle heidi's pottery direttamente dagli states nelle mie mani tremolanti, un lip goo alla cannella, una card really beautiful, il taboo ultima versione che porterò con me in ogni dove giusto per dimostrare a tutti la mia schacciante superiorità in codesto gioco (e sì, anche per far conoscere quel poco apprezzato lato di me che rosica quando perde), uno splendido filmino pieno di espressioni (senza dissolvenze quadrettate o scrittone fucsia... piccole montatrici crescono hihi) e un orologio kenneth cole super cool che comprometterà l'uso del mio polso sinistro. not to mention il ritorno in attivo del mio conto bancario ad opera dei nonni generosi. grazie :)

novembre 19 2004
12:54

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dalla cima del pacifico alle profondità dell'everest

from the depth of the pacific
to the height of everest
and still the world is smoother
than a shiny ball-bearing
so i take a few steps back
and put on a wider lens
and it changes your skin,
your sex, and what your wearing
distance shows your silhouette
to be a lot like mine
like a sphere is a sphere
and all of us here
have been here all the time
yeah, we've been here all the time

dalla profondità del pacifico
all'altezza dell'everest
il mondo è comunque più liscio e uniforme
di uno scintillante cuscinetto a sfere
quindi faccio qualche passo indietro
e metto una lente grandangolare
che cambia la tua pelle
il tuo sesso e cosa stai indossando
la distanza rende il tuo profilo
molto più simile al mio
come una sfera è una sfera
e tutti noi
siamo sempre stati qui
sì, siamo sempre stati qui.





























novembre 9 2004
17:13

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mia madre, il verbo parte IV

ulisse: -miao
madre: -che c'è? che vuoi?
ulisse: - miaaaaaaaaaao
madre: - .... i pappi i pappi i pappi!

secondo me san francesco l'avrebbe volentieri assunta come assistente personale.






novembre 9 2004
02:33

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il primo freddo

mi mancava stare seduti al tavolino del bar tutti raggomitolati nei nostri giubboti con la sciarpa fin sopra al mento a dire brrr ma che freddo fa oggi!?! l'abbiamo fatto tutto l'inverno scorso, lo faremo anche quest'anno. ci ostineremo a vederci lì ogni giorno, all'addiaccio, per bere il caffè, fare le chiacchiere, ripetere la stessa frase e riderci su. perchè la comicità, per chi non lo sapesse, è ripetizione.
stasera, poco prima che lo passassi a prendere, marculino era stato spedito dalla mamma a mettere la firma per l'accensione anticipata dei termosifoni, che per legge sarebbe fissata al 15 novembre. io ho detto vedete, non c'avevo mai pensato, le case degli italiani cominciano a scaldarsi proprio il giorno della mia nascita. sono l'icona del riscaldamento centralizzato. che pensiero profondo eh?!
novembre 5 2004
01:52

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hour follows hour, ani d.

hour follows hour
like water follows water
everything is governed by the rule
of one thing leads to another
you can't really place blame
cuz blame is much too messy
some was bound to get on you 
while you were trying to put it on me
and don't fool yourself 
into thinking things are simple
nobody's lying still the stories don't line up
why do you try to hold on 
to what you'll never get a hold on
you wouldn't try to put the ocean
in a paper cup
cuz i have had something to prove
as long as i know there's something 
that needs improvement
and you know that every time i move
i make a woman's movement
and first you decide 
what you've gotta do
then you go out and do it
and maybe the most we can do
is just to see each other through it
hour follows hour like water in a river
and from one to the next
we don't know what each hour will deliver
we just call it like we see it
call it out loud as we can
and then afterwards we call it all water over the dam
maybe the moral higher ground
ain't as high as it seems 
maybe we are both good people 
done some bad things
i just hope it was okay
i know it wasn't perfect
i hope in the end we can laugh 
and say it was all worth it
cuz i have had something to prove
as long as i know something
that needs improvement
and you know that everytime i move
i make a woman's movement
and first you decide what you've gotta do
then you go out and do it
and maybe the most that we can do
is just to see each other through it
we make our own gravity to give weight to things
then things fall and they break and gravity sings
we can only hold so much is what i figure
try and keep our eye on the big picture
picture keeps getting bigger
and too much is how i love you
but too well is how i know you
and i've got nothing to prove this time
just something to show you
i guess i just wanted you to see
that it was all worth it to me
novembre 4 2004
20:54

commenti

la sindrome è dilatatissima

non smette più. sembra un po' il buco dell'ozono con lo scioglimento dei ghiacciai annesso. sto aspettando che salgano le acque. che si manifestino in tutte le forme.
novembre 4 2004
03:04

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è tardi!

chi è stato il primo a dire che non è mai troppo tardi? ma si dice anche non è mai troppo presto? mi sa di no. e allora c'è qualcosa che non mi quadra. credo sia il mai. mai dire mai. lo diceva james bond, ma io a uno che cambia faccia ogni tot film (per non parlare delle donne) mica gli credo molto. niente, non ho idea di dove volessi arrivare :)
novembre 3 2004
15:27

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arretrati: mia madre, il verbo parte III

- pronto? ...pronto?
aaah... buonasera... sì? eh no, è partita... eh... è partita stamattina... no... non si sa quando torna... eh... starà via almeno due settimane.. come minimo... come? beh saranno anche fatti suoi... eh sì... certo, glielo dirò... si figuri... arrivederci.. arrivederci.

- mamma, chi era?
- la bottega verde.