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passeggiate di quartiere
stamattina mi ero diretta verso casa di nonna, a braccetto con lo spirito della brava nipote, ma giunta a destinazione ho trovato la zia in compagnia dello spirito urlante e la nonna in compagnia dello spirito delle telenovelas. risultato delle buone intenzioni: la mia presenza superflua. ho ripreso l'ascensore, sono uscita dal portone e mi sono trovata davanti ad un bivio. girare a sinistra per tornare indietro verso il caffè casalingo e il mostro inespressivo (così mia madre chiama il mio pccino) o voltare a destra verso la passeggiata nel quartiere. che ve lo dico a fà, sono andata a destra. ho preso un caffè solitario al gipsy, ho lisciato la farmacia per dare uno sguardo agli anelli nella vetrina della gioielleria segatori, ho saltato la boutique pizzutello perchè già solo il nome mi fa venire le bolle, mi sono soffermata sulle offerte dell'agenzia di viaggi per il ponte dell'immacolata e tanto per dare il colpo di grazia alle mie fantasticherie ho guardato i prezzi degli affitti di quartiere. ho avuto quindi l'impulso di comprare portaportese al giornalaio ma passandoci davanti mi sono imbarazzata notando un dvd di barbarella e ho proseguito oltre, girando ancora a destra. ve lo dico subito, ho girato sempre a destra perchè il mio è stato un percorso circolare. lungo la discesa mi sono imbattuta in una allegra famigliola composta da madre e due figlioli adolescenti. già da lontano li vedevo ridacchiare, poi più si avvicinavano più ridacchiavano e quando mi sono passati accanto in un silenzio ridacchiante ho pensato che ridessero di me. lo penso quasi sempre, c'ho le (s)manìe di persecuzione. per sicurezza ho controllato di non avere la bottega aperta e ho proseguito respirando a pieni polmoni l'aria fredda. sono passata davanti alla serranda di un locale che credo sia in affitto dai tempi in cui il negozio di noleggio film ha chiuso mentre ero in spagna, svignandosela con le novantamilalire che avevo ancora nella tessera prepagata. al civico subito dopo mi s'è stretto il cuore. sui muri accanto all'entrata del bar c'è scritto lollo vive. credo siano stati i suoi amici filosofi. o magari è un altro lollo che vive. io comunque ho pensato a lui. forse ci veniva a vedere le partite o a bere una birra. vado avanti. non mi guardo più intorno. solo dopo l'officina mi accorgo che ho superato la sartoria di franca, le mie ex parrucchiere e l'ex negozio di oggettistica dove facevamo tutti i regali alle medie. per qualche metro niente, solo ringhiere e rami ribelli di alberi non potati. prima di svoltare di nuovo a destra per la salita finale ho avuto l'ultimo flash back. il cancello di un condominio che da ragazzini scavalcavamo furtivamente per fare la scorciatoia in mezzo ai palazzi e arrivare nella mia strada senza dover passare davanti a balloon. ho sorriso ripensando alla paura fottuta che avevo che ci beccasse il portiere. in fondo non facevamo nulla di particolarmente illegale, ma a quei tempi, vuoi che mi avevano beccato senza biglietto sull'autobus, vuoi che mi avevano beccato a fregare un pacchetto di fonzies al supermercato, vuoi che il mio film preferito era i goonies, l'avventura era il mio mestiere, ma la fifa pure. e non c'era niente di meglio di quell'eccitazione. superata la prova mi sentivo un'eroina che a confronto le charlie's angels sono impiegate del catasto. ho tirato dritto, salito le scalette, controllato la camminata sulle vetrine di balloon e sono tornata a casa. allegra.
stasera la seconda passeggiata. percorso più breve, quotidiano, ma con la variante buio pesto perchè da tre giorni credo che il comune abbia deciso di risparmiare in energia elettrica spegnendo i lampioni della mia via. un'avventura anche questa, battezzata col nome di battaglia di scampa la cacca. m'ha detto bene, visto che non avevo con me il kit d'emergenza per la disinfestazione istantanea della scarpa (ogni riferimento a fatti realmente avvenuti è del tutto casuale e involontario :P)






