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mi sto riprendendo solo ora con l'aiuto della bustina che vedete qui a fianco. ho scoperto due cose. la prima è che non si può andare in palestra con un caffè e due mandorle nello stomaco e 3 sigarette nei polmoni. la seconda è che sarebbe proprio meglio non andarci e basta. lo so, mi passerà, è solo un momento di sconforto, ma tornata a casa da quella tortura mi girava la testa e non mi reggevo in piedi e mi sono dovuta buttare sul letto col gatto che c'aveva le tempeste ormonali e voleva farsi la mia felpa rossa. m'è pure preso un crampo sotto al gluteo che manco pensavo ci fossero dei muscoli là. mi sto riprendendo grazie al super energy booster emer'gen-c che solo a dirlo ti mette una gran voglia di fare. anche se non si sa bene che. prendo la seconda bustina così magari mi viene almeno voglia di alzarmi da sta sedia. o perlomeno la forza. get up and go! fa anche un po' rastafarianesimo sta bustina. o si dice rastafarianismo? vabbè, sticazzi, fatto sta che ora che m'è venuta in mente sta cosa del rastafariaqualcosa e mi sono ricordata c'ho una cosa di fondamentale importanza che devo mostrarvi.
antefatto: io e la mami siamo nel bel mezzo di una delle nostre chiacchierate pomeridiane sul lettone quando mi viene la splendida idea di raccontarle di un discorso fatto ieri con pasqui... "lo sai mami che quando dio creò il mondo chiamò al suo cospetto tutte le lettere dell'alfabeto e gli chiese con quale di loro volessero che lui iniziasse la creazione. poichè le lettere dell'alfabeto sono come gli uomini, tutte alzarono la mano, tranne l'alef. l'alef non è quasi neanche una lettera, non ha un suono suo, assume quello della vocale che le viene posta accanto. per questo lei, la più piccola e insignificante, non ebbe il coraggio di alzare la mano. e così dio scelse la beth, che nell'alfabeto ebraico si scrive come un quadrato aperto in direzione della scrittura che continua, perchè il mondo è una domanda aperta, un interrogativo a cui non è ancora stata data risposta. poi però, quando dio rivelò il suo nome, la prima parola della rivelazione cominciò con la alef. questo praticamente per dire che la rivelazione di dio avviene nell'umiltà e nella piccolezza."
momento di silenzio.
"eh lo so ma', sono cose su cui bisogna riflettere che uno mica le capisce così su due piedi eh... io ti stavo solo riportando una storia..."
ancora silenzio.
e poi dice (riporto testuali parole, me le sono appuntate sul cellulare mentre le pronunciava):
"cioè... dio chiamava le lettere... ma che già c'erano le lettere? ma se non c'era ancora niente perchè ancora doveva fare la creazione, come mai c'erano già le lettere? come mai dio già sapeva le lettere, che ne sapeva delle lingue, come faceva a saperle? e poi come fa questa gente che racconta sti fatti a dire che dio ha scelto sta alef... queste sono cose strane da dirsi... come si fa a sapere cosa ha pensato dio quando ha fatto la creazione, dai! questa è fantascienza proprio."
ah, quanti interrogativi che si pone l'uomo. ![]()
- mamma, ti ricordi a che età mi sono rotta il dente e quando me lo sono ricostruito?
- che?? ah... ehm...
- a otto dieci/anni?
- eh... sì...
- e quando me lo sono ricostruito?
- ehm... ecco io...
- ero alle medie o al liceo?
- ... al ginnasio.
- ahie co' sto ginnasio ma', io ho fatto lo scientifico.
e ride :)
da circa un mese e mezzo mi sanguinano le gengive, da dieci giorni percepisco chiaramente i punti più sensibili, da quattro giorni sono quasi sicura che stia succedendo qualcosa al mio dente davanti. quel povero dente è infelice da quando avevo otto anni, forse dieci. giocavo con la mia cugi nel cortile prima di entrare a quelle pallosissime lezioni di pallavvolo in cui si correva si zompettava si faticava na cifra e non si giocava mai. ci eravamo appese a testa in giù ad una sbarra con la faccia a dieci centimetri da terra. io avevo i capelli lunghi che toccavano il cemento e la mia cugi, con la tipica attitudine delle ragazzine di otto dieci anni mi disse lavi attenta c'è una formica rossa che ti sta salendo nei capelli! e io, coordinandomi in furbissimi scatti rotatori dissi dove? dove? e sbam. faccia spiaccicata per terra. un paio di ferite e il dente rotto. e niente formiche rosse nei capelli, of course. quando mia madre mi vide ebbe una piccola reazioncina isterica ma poi quel dente divenne un po' il mio segno particolare. lavinia, capelli boccolosi, dente rotto. ci ero affezionata. ma poi arriva quel giorno in cui vuoi cambiare qualcosa di te. c'è chi si taglia i capelli, chi cambia look, chi si rifà le tette, io mi sono ricostruita un dente. e in questi giorni mi dà fastidio. si è sensibilizzato e sono sicura che sta cercando di dirmi qualcosa. ma forse è solo un condizionamento perchè si sa, la lingua batte dove il dente duole. e con sta spinta linguale e sto palato ogivale e sta s sibilante chissà dove andremo a finire, vero bandierì? :P