febbraio 27 2004
16:48

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r: oh! pensavo fossi...

r: oh! pensavo fossi partita per il burundi!
io: non sapevo di avere questo progetto...
r: che ne so.. america.. burundi.. la differenza è un aereo sbagliato!

il ragionamento non fa na piega :P



febbraio 18 2004
22:57

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senza troppa attenzi...

senza troppa attenzione ho visto alla tv crazy/beautiful. l'unico motivo per cui lo scrivo qui è che nel finale lei dice questa frase: "entro ancora in panico a volte, mi dimentico di respirare" e allora mi è venuta in mente quella notte in macchina con alex. ci raccontavamo dei nostri attacchi di panico e siamo sbottati a ridere quando quasi in coro abbiamo detto che a volte la notte avevamo paura di addormentarci perchè magari nel sonno avremmo potuto dimenticarci di respirare. l'ho lasciato sotto casa e ho attraversato roma in macchina cantando. e poi sotto le coperte ci siamo mandati un messaggio... non dimentichiamoci di respirare. :*
febbraio 18 2004
10:26

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in una mattina in cu...

in una mattina in cui sono perfettamente in orario e c'è il sole e mi sono appena fatta la doccia col mio scrub alla mandorla e ho mangiato un bicchiere di yogurt demeter con un cucchiaino di composta ai mirtilli e sto bevendo caffè vi dò il buongiorno. e proprio ora che volevo dirvi qualcosa di ispirato su educated guess è arrivato lo squillo per andare a lavorare. e non posso venir meno alla prima delle cose buone di oggi.
febbraio 17 2004
15:29

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chiamatemi lo zimbel...

chiamatemi lo zimbello (perchè la zimbella non esiste, un po' come l'avvocatessa, la chirurga, la montatrice) di turno. arrivata all'ambasciata ammericana questa mattina alle 10h10 i militari davanti all'ingresso hanno subito colto il mio livello di ansia e se ne sono presi gioco. ha 3 secondi per indovinare il cognome. e io: quale cognome? il mio? una domanda legittima, no? ma poi ho capito da sola che ok, vada per le altissime misure di sicurezza, ma indovinare i cognomi di codesti militari è in effetti improbabile, soprattutto in soli 3 secondi. ho detto il mio cognome e loro hanno messo in scena una simpatica recita dicendo che non risultavo nella lista. ah ah ah. attimo di panico ben dissimulato seguito dal sorrisone di entrambi e concessione di lasciarmi passare al secondo livello: perquisizione. un simpatico omino mi dice di attraversare il metal detector, poi mi apre la borsa per controllare che non porti con me dispositivi pericolosissimi quali telefono cellulare imbottito di esplosivo e simili. per fortuna non ho niente di tutto ciò, solo la mia splendida agenda, il portafoglio, le chiavi, il malloppo di documenti e due opportuni lines seta ali. ottengo il mio badge e affronto il terzo livello: seguire il percorso fino al piccolo prefabbricato con su scritto visas. fuori ci sono già tre persone ad aspettare. rimaniamo lì per ben 20 minuti come 4 furbissimi futuri visitatori degli stati uniti prima di scoprire che nessuno verrà a chiamarci ed entrare di nostra spontanea volontà per affrontare il quarto livello. la signorina allo sportello mi prende subito in simpatia quando le presento quella ventina di documenti (di cui almeno 10 inutili) che mi sono accuratamente procurata per richiedere il bramatissimo visto M1 e ridacchia ascoltando mentre le comunico le svariate motivazioni della mia evidente ansia. dopodichè mi aspetta il quinto livello: il colloquio con il console. prima di me c'è la ragazza ceca che parla benissimo l'americano ed è lì per richiedere un visto di transito. sono seduta dietro di lei per ascoltare le domande. il console comincia a strillare. lei vuole andare alle bahamas passando da miami? guardi che ci sono voli diretti! la poveretta dice che preferirebbe andarci per direttissima ma l'agenzia di viaggi le ha detto che non è possibile. lui dice signorina, believe me, ci sono straight flight, inoltre lei è qui in italia da troppo poco tempo. visto negato con tanto di rimbombante e drammatico colpo di timbro. refused. la sensazione è molto simile a quando quello prima di te viene bocciato all'esame. è il mio turno. il console si fa quattro sghignazzate sotto i baffi notando anch'egli la quantità di fogli consegnati. sicuramente stava pensando sta poveretta (dovuto al mio estratto conto) ci tiene davvero tanto a partire che se le avessimo chiesto di saltellare su un piede solo per tutto il perimetro dell'ambasciata per dimostrarci il suo stato di sana e robusta costituzione l'avrebbe fatto. ed è vero. mi dice ah, va a frequentare la new york film academy... cosa va a studiare? io sapevo che mi avrebbero fatto domande stupide e allora stupidamente rispondo filmmaking. poi mi chiede che tipo di filmmaking, ma a quel punto sto zitta, deve essere una domanda a trabochetto, penso, filmmaking è filmmaking e basta, idiota di un console. poi vuole sapere che altro penso di fare. io, sempre più innocentemente, mi metto a spiegargli che voglio arrivare un paio di settimane prima che inizi il corso per ambientarmi e cercare casa e che voglio andarmene due settimane dopo la fine per visitare qualche altra città. grosso errore. lui comincia a sbraitare dicendo che non posso assolutamente andare prima di 30 giorni prima dell'inzio e non posso assolutamente andarmene dopo 60 giorni dopo la fine del corso. i miei occhi trasudano sgomento. ho detto due settimane, io. e dopo tante belle raccomandazioni del tipo guarda che se vai prima del 12 marzo (ma io ho detto 25 marzo...) non ti lasciano entrare etcetera etcetera mi concede il visto. oggi pomeriggio me lo inviano per posta prioritaria con busta preaffrancata da me, ovviamente. secondo me a sti americani gli rode manco poco che l'euro ha messo sotto il biglietto verde. e insomma, è sempre più quasi fatta.
febbraio 16 2004
00:05

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lavorare stanca, ma ...

lavorare stanca, ma soprattutto insegna. apre la mente, illumina, rivela. fa vedere le cose da un altro punto di vista, quello reale. lavorando in un call center come intervistatrice telefonica ho scoperto cose interessanti sul nostro bel paese, cose che stravolgono ciò che tutti noi diamo per scontato. non è vero, ad esempio, che siamo un paese con poche nascite. ho beccato decine di donne che non potevano rispondere all'intervista perchè: il bambino piangeva, stavano cambiando il pannolino al bambino, stavano preparando la pappa al bambino, stavano andando a scuola a prendere il bambino, non potevano lasciare da solo il bambino che sennò gli distruggeva casa. alcune hanno anche ammesso candidamente, forse rassicurate dal fatto che le loro affermazioni saranno mantenute anonime e usate solo a fini statistici, che non potevano proprio dedicarmi neanche due minuti avendo lasciato il bambino sul fuoco.
c'è poi la grande menzogna della disoccupazione: l'86% delle persone che rispondono al telefono stanno uscendo proprio in quell'istante per andare a lavorare. alle 11.37, alle 13.25, alle 15.02, alle 18.21, a qualunque ora del giorno il grande italiano lavoratore attacca, da nord a sud, isole comprese.
lavorando in un call center ti vengono poi grossi dubbi sulla qualità della vita. si dice che in italia ci sia il cibo migliore, le condizioni atmosferiche migliori e via dicendo. ma allora, mi chiedo io, perchè tutti stanno male? una buona percentuale della gente che mi risponde al telefono non appena capisce che si tratta di una intervista telefonica (nota rottura di coglioni, me ne rendo conto) cambia tono di voce e infila un piede nella fossa tanto per calarsi meglio nella parte. per non parlare di quelli che "mi ha preso proprio in un brutto momento". voglio sperare che nella maggioranza dei casi si tratti di lunghi e reiterati attacchi di dissenteria.
per concludere vorrei dedicare una menzione speciale ai cafoni, categoria che purtroppo non sciopera mai. è carino che ci siano tanti dialetti e inflessioni diverse a distanza di 15 km ma vorrei dirvi, cari miei cafoni, che in italia si parla l'italiano. mi risulta che anche se avete fatto solo fino alla quinta elementare dovreste almeno saper coniugare il verbo essere. si dice "io sono", non "ghe mi so". e vaffanculo.


febbraio 8 2004
15:27

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visto che la memoria...

visto che la memoria del mio cellulare è troppo piena e non voglio perdere certe perle di saggezza le trascrivo qui. direttamente dalla rubrica "saggezza di koala" a cura di koala dibba, ecco a voi i primi consigli... che la pace dell'eucalipto sia con voi!
- dice l'anziano e saggio koala: chi lascia il suo vecchio amico albero per una verde foglia di eucalipto trasportata da una calda raffica di vento, non potrà più salire.
- dice il vecchio e saggio koala: non importa quanti canguri dovrai affrontare nella tua vita, l'importante è che tu sia più veloce.
- dice il saggio e vecchio koala: solo dopo un lungo cammino arriverai alla fonte della verità e lì prenderai coscienza che forse sarebbe stato meglio... prendere l'autobus.
- dice il vecchio e saggio koala: non importa quanto sudore, dolore, passione, amore metti nel tuo lavoro... l'importante è che alla fine del mese te pagano.

aggiungensi:
-
dice il vecchio e saggio koala: nelle calde giornate di aprile scendi dal tuo albero e cammina, ascolta il canto degli uccelli, ammira le loro danze nell'aere, rigenerati con il profumo dei fiori e se in questa beatitudine avvertirai uno strano odore... attento, hai acciaccato una merda.
- dice il vecchio e saggio koala: non dimenticare di dare una mano al tuo prossimo, ma sopra ogni cosa non dimenticare poi di fartela ridare.









febbraio 6 2004
20:38

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(tutte le foto sono ...

(tutte le foto sono state scattate e sono proprietà degli speaker armandino e oreste di radiorock. al momento le ho linkate direttamente dal loro sito, nel caso in cui i diretti interessati trovino che questa soluzione li danneggi sono pregati di riferirmelo :).

mille lire a chi mi sa dire il nome dell'artista che ha aperto il concerto delle polle l'altra sera al Qube. non lasciatevi ingannare dalla cifra offerta, l'importanza di questa informazione è davvero enorme (quanto l'attaccamento ai pochi esemplari di mille lire in mio possesso).
chiunque si fosse perso lo spettacolo deve sapere che si è perso uno spettacolo. la tipa spalla era un soggetto agghiacciante. ho avuto un dejavù, la sua vista mi ha causato la stessa reazione di quella volta quando dopo il concerto di cristina donà apparve sul palco quella debosciata (uh quanto tempo che non dicevo debosciata... anzi forse è la prima volta) di peaches (che ora amo, ovviamente). la tipa, che continuerò a chiamare tipa finchè non scopro il suo nome, era vestita, diciamo fasciata, di raso bianco. aveva un caschetto biondo e una grazia... no, niente grazia. ha esordito così: I - WANT - MONEY. MONEY - I - WANT.

proprio così come lo leggete. secco, urlato, senza intonazione alcuna. e sotto una serie di rumori elettronici tutt'altro che armoniosi. che meraviglia. alle sue spalle uno schermo proponeva immagini raccapriccianti, ovvero: lei in primo piano, lei clonata varie volte, lei nuda. uno spettacolo così articolato non poteva non incontrare problemi tecnici così che dopo quattro o cinque canzoni s'è impallato tutto e lei è sparita lasciando il palco alle tre polle.

le chicks on speed, al secolo kiki moorse, melissa logan e alex murray-lesley, si presentano vestite di tuttopunto con mantelli dalle tinte sobrie cuciti rigorosamente a mano. sui loro volti un trucco leggero atto a far risaltare i lineamenti delicati e angelici.


il concerto ha avuto inizio con euro trash girl, una deliziosa ballata pregna di ironia che racconta le disavventure in cui si può incappare viaggiando per l'europa. il pubblico è subito rapito, le tre polle hanno un magnetismo straordinario. io e sergio ce ne stavamo in fondo accanto al mixer per goderci al meglio lo spettacolo, distraendoci solo di tanto in tantissimo per scambiarci opinioni traboccanti di ammirazione. io aspettavo con ansia *il* momento, ovvero la performance di we don't play guitar. sullo schermo sono partite le immagini del video e dentro di me ho sentito che stavo per raggiungere in nirvana.












febbraio 4 2004
09:59

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stasera ore 22 al Qu...

stasera ore 22 al Qube in via di Portonaccio CHICKS ON SPEED in concerto al modico prezzo di € 8. io stacco alle 21 dal mio fantastico lavoro, chi vuole incontrarsi con me medesima alle 21.20 lì davanti? magari peaches ci fa una graditissima sorpresa e appare durante WE DON'T PLAY GUITAAAAAAAARS :D reperitemi sul cellulare, sto uscendo ora per un'altra amena giornata da passare rompendo le balle alla gente per telefono.
errata corrige: gli € erano 12. domani vi racconto :D
febbraio 2 2004
14:19

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finalmente c'è una t...

finalmente c'è una temperatura tollerata da mani e piedi. mi sono svegliata col telefono, la solita signorina che vuole prendere appuntamenti con me per cambiare il catetere a mio nonno. mah. la colpa è di nonna che usa sedersi sul telefono portatile accendendolo inavvertitamente, così a casa sua risulta occupato e la gente chiama qui. eviterò di riferire a mamma l'accaduto perchè ogni volta che succede la cazzia in maniera brutale, come se fosse una ragazzina che ha appena rubato una vagonata di caramelle, ed è una cosa che odio.
ieri c'è stato un pranzetto (coi fiocchi ;) da ila. dopo mangiato abbiamo acceso la tv. ila c'ha sky. mi sono resa conto che è un bene che mia madre non voglia fare l'abbonamento, potrei sviluppare una seria dipendenza dovuta all'interazione con la già acuta e diffusa serial dipendenza. le altre mi parlavano e io non le sentivo. il mio cervello era completamente risucchiato da ally mcbeal che parlava con una voce nuova (la sua).