dicembre 21 2008
09:10

commenti

relativismo della domenica mattina

il concetto di "domenica" è vago se non inesistente nella vita di un turnista, eppure stamattina, alzandomi alle sette e mezza per accogliere l'operaio che non è ancora arrivato, ho sentito tutto il peso ed il rodimento di dovermi svegliare anche se oh, ma è domenica!
settembre 29 2008
12:55

commenti (1)

negli ultimi giorni.

dovrei prendere ferie per esserci a tutto, ma loro, ahimè, finiscono. quel numeretto scala ormai in modo sempre più irregolare perchè 15-1 fa 13+5. sono tornata in questo istante a casa con l'autobus dopo aver lasciato la macchina a fare il tagliando... signorina, dobbiamo cambiare i filtri di questo e quello... ma senta, io l'aria condizionata l'avrò usata 10 volte in tutto! eh, capisco, ma quelli filtrano tutta l'aria del mondo e si sporcano come le camicie dei panzoni che mangiano la pasta alla mugniaia. dentro la mia macchina ci sarà un microclima senza polveri sottili, deduco. mentre andavo alla fermata un signore è inciampato su un marciapiede sconnesso e ha detto sottovoce:" accidentaccio". mi è venuto da ridere, a voce bassa. come l'altro giorno quando sono passata davanti alla parete da arrampicata installata davanti a dechatlon ed un uomo ha commentato le imprese degli scalatori improvvisati, non proprio a voce bassa, con un serafico "ma che se so' messi a ffa' questi, le stronzate?"
A roma si verbalizza un po' tutto.
Il tragitto è stato meno lungo del previsto, solo mezz'ora per fare 5 chilometri, uno a piedi, quattro con il 38. l'autista doveva essere nuovo del percorso perchè subito dopo una curva ha quasi inchiodato ed ha gridato "va dritto qua?" e da dietro un coro di sììì. lui ha quindi premuto deciso sull'acceleratore ma una voce timida è di nuovo giunta in suo soccorso dicendo "qui però c'è una fermata...".
proprio stamattina con un collega si parlava di quanto sia importante prendere i mezzi pubblici una volta ogni tanto, per avere qualche fotografia del mondo che ci circonda.
luglio 16 2008
11:31

commenti

ultim'ora

Oslo, 16 lug. (Adnkronos/Dpa) - Una nave da carico norvegese, la Spar Gemini, e' stata attaccata da pirati al largo di Port Harcourt, in Nigeria. Un portavoce del Centro di coordinamento salvataggi norvegese ha riferito che 10 uomini armati hanno attaccato la nave per circa due ore e legato l'equipaggio composto da 22 marittimi indiani. Sono stati rubati soldi e attrezzature, ma per fortuna non ci sono feriti gravi.

ma... cioè... macchè, davvero? 

detto ciò direi che è il caso di diffondere questo testo di elio e le storie tese.

Indiani (A Caval Donando)

Io voglio solo donare un regalo agli indiani
Sentirsi innamorati nel far west

Amico Cheyenne, dove scappi?
Voglio soltanto farti un regalo
Amico Irochese, dove fuggi?
Voglio soltanto darti un presente
Amico Dakota, dove corri?
Voglio soltanto donarti un dono
Amico Shoshone, dove ti rifugi?
Voglio soltanto offrirti un gadget
Amico Appalache, dove ti cacci?
Voglio soltanto consegnarti un memorabilia
Amico Papago, perché ti mimetizzi?
Tanto ti vedo benissimo

Non capisco perché.

Lascia l’ascia di guerra
E accetta l’accetta dell’amicizia
È solo un presente per te
Bevi un goccio da me
Al bar di Brokeback Mountain
Stringi le mie mani tu

Amico Cherokee
... ... ...
Voglio soltanto
... ... ...
Amico Apache, facciam la pace
Ti offro un bisonte fatto alla brace

Amico Navajo, fai su un calumet
Con tanta pace e poco tabajo

Amico Watusso, tu cosa c’entri?
“Niente, mi han detto che c’era un regalo
Adesso ritorno dai miei amici altissimi”

Noi siamo i cowboy che fanno i regali
Ma nessuno ce li accetta
Quando finirà questa cultura del sospetto?
Chi interromperà questa spirale di incomprensioni?
luglio 5 2008
23:23

commenti (1)

Pagina 23

- A questo proposito, signor Tach, ho voglia di farle la domanda che tutti i giornalisti vorrebbero farle ma che nessuno osa.

- Quanto peso?

- No, cosa mangia. Si sa che il mangiare occupa un posto enorme nella sua vita. La gastronomia e la sua naturale conseguenza, la digestione, sono al centro di alcuni suoi romanzi recenti, come Apologetica della dispepsia, opera che mi sembra essere un compendio delle sue preoccupazioni metafisiche.

- È esatto. Ritengo che la metafisica sia la modalità d'espressione privilegiata del metabolismo. Nello stesso ordine di idee, poiché il metabolismo si divide in anabolismo e catabolismo, ho scisso la metafisica in anafisica e catafisica. Non bisogna vedervi una tensione dualista ma le due fasi obbligate e, quel che è più fastidioso, simultanee di un processo di pensiero votato alla trivialità.

- Non bisogna vederci anche un'allusione a Jarry e alla patafisica?

- No, giovanotto. Sono uno scrittore serio, io - rispose il vegliardo in tono glaciale, prima di ingurgitare un altro po' di alexander.

- Allora, signor Tach, se vuole, potrebbe accennare alle tappe digestive di una sua giornata tipo?

Ci fu un silenzio solenne, durante il quale il romanziere sembrò riflettere. Poi cominciò a parlare, molto grave, come se rivelasse un dogma segreto.

- La mattina, mi sveglio verso le otto. Prima di tutto, vado in bagno a vuotare la vescica e l'intestino. Vuole i dettagli?

- No, credo che basti così.

- Tanto meglio, perché è una tappa certo indispensabile nel processo digestivo, ma assolutamente disgustosa, mi creda.

- Le credo sulla parola.

- Felici coloro che credono senza aver visto. Dopo essermi intalcato, vado a vestirmi.

- Porta sempre questa vestaglia da casa?

- Sì, salvo quando esco per le commissioni.

- La sua infermità non ostacola queste operazioni?

- Ho avuto il tempo di abituarmici. Poi mi dirigo verso la cucina e preparo la colazione. Prima, quando passavo le giornate a scrivere, non cucinavo, mangiavo cibi semplici, come la trippa fredda..

igene dell'assassino, amelie nothomb.

le magie di google. tu scrivi il titolo di un libro e qualche parola chiave azzeccata accanto, e lui ti trova un sito pieno di trascrizioni. non il romanzo intero, certo, però qualche pagina sana sì. lo dico sia perchè non si pensi che io sia sufficentemente paziente da mettermi a trascrivere pagine sane di un libro (anche se a pensarci bene l'ho fatto qualche volta), sia perchè questa non è la pagina che avrei scelto di trascrivere, ma fa lo stesso.
tutto questo preambolo per dire che l'esperimento "io mi siedo sulla panchina, tu ti sdrai sulla stessa panchina con la testa sulle mie gambe, io comincio a leggere ad alta voce, tu ridi, io ti chiedo se riesco a rendere chi dice cosa nelle parti di dialogo, tu dici ogni tanto mi perdo ma in generale sì" è perfettamente riuscito. e non sono sicura di voler comprare la mia copia ed andare avanti a leggerlo senza riproporre l'esperimento...

giugno 20 2008
19:05

commenti (1)

smelens ringtone XD

I've been spending way too long checking my tongue in the mirror
And bending over backwards just to try to see it clearer
My breath fogged up the glass
And so I drew a new face and laughed
I guess what i be saying is there ain't no better reason
To rid yourself of vanity and just go with the seasons
It's what we aim to do
Our name is our virtue

I won't hesitate no more, no more
It cannot wait I'm sure
There's no need to complicate
Our time is short
this is our fate, I'm yours
maggio 28 2008
16:53

commenti (1)

Onomastici

Non faccio mai gli auguri per gli onomastici perchè io non ce l'ho e quindi oh, non è giusto. Non esiste una Santa Lavinia. E chiedo venia alle mie omonime, ma non ho alcuna intenzione di candidarmi.
aprile 27 2008
15:41

commenti (1)

mia madre, il verbo cinematografico.

Cercando sale ed orari di film su internet...

madre: vedi un po' che fanno all'antares...
Io: fanno il cacciatore di aquiloni...
madre: no, quello loretta l'ha già visto, qual è l'altro?
io: ortone e il mondo dei chi...
madre: dei chi, chi?
io: .... ma che ne so, è un cartone animato...
madre: no, no, lascia perde.
io: potreste andare al multisala di porta di roma, qualcosa la trovate di sicuro.
madre: uhm, vedi un po' che fanno...
io: allora, c'è l'altra donna del re... un amore senza tempo... juno... in amore niente regole...
madre: ecco, questo qua, vedi un po'.
io: uhm.... no ma', c'è solo uno spettacolo alle 13.50 e uno alle 22.05.
madre: ah.... è lungo eh!
marzo 23 2008
00:42

commenti

me without you

forse il film col nano sarebbe stato meglio. è pure un nano affascinante quello :P e invece ci siamo viste "me without  you", il cui degno commento conclusivo è stato... che amarezza. anche se in realtà finisce pure bene. trovo che michelle williams sia una brava attrice. lo capimmo subito noi seguaci di dosoncric che jen avrebbe fatto strada. ricordo ancora con una certa commozione la puntata in cui lei muore, e io giù a piangere fiumi di lacrime. perchè, dopo l'esordio disastroso in cui si metteva in mezzo tra doson e gioi col suo fare da troietta vissuta, alla fine si era rivelata una gran donna, e ci eravamo tutti un bel po' affezionati. fanno sempre morire qualcuno di amatissimo in queste maledette serie che adoro. ma non era questo l'argomento. il film di stasera è la storia di due amiche, della loro crescita intellettuale ed emotiva nella londra degli anni 70/80 (e pure 90, va). questo a volerla dire in modo politically correct. la verità è che questo film parla di una tipa che si veste in modo orrendo, con i capelli bruciati dalle tinte, la voce roca ed un'attitudine zoccolesca di prima categoria, e della sua amica più sciatta ed intellettualoide. la prima delle due ha un fratello, di cui l'amica sfigata è innamorata da sempre. per tutto il film quella vestita male non fa altro che cercare di allontanare l'amica ed il fratello (uno mezzo alternativo che se la fa con un'attrice fallitissima e pure francese, ma che profondamente ama la sfigata) e, non contenta, si scopa anche tutti i fidanzati dell'amica che poveretta, non riuscendo a stare con l'amato (anche per una cronica assenza di capacità comunicative, come notava yaya the shrink), cerca altro amore tra le braccia di un uomo inutile dopo l'altro. dopo varie tragedie e momenti di alta pena, l'amica sfigata capisce che l'amica vestita male le impedisce di vivere e di stare bene con se stessa, e quindi decide di sfancularla, nonostante quest'ultima, in preda ad una crisi isterica, le ripeta angosciosamente che senza l'amica lei non esiste e che se la abbandona lei si suiciderà. la sfigata non si lascia impietosire e neanche noi, ma purtroppo, nella scena seguente, la ritroviamo ancora viva e vegeta, con tanto di due orrendi marmocchi. l'unica nota felice è che li vediamo giocare in giardino con la figlia dell'amica sfigata e del fratello alternativo, finalmente uniti nell'inatteso (ma anche no) happy-ending.
marzo 16 2008
13:20

commenti (1)

post it

oggi fa una settimana che fumo esclusivamente golden virginia hand rolled cigarettes. vediamo quanto resisto. l'obiettivo sarebbe quello di diminuire spese e boccate, aspirando (a) qualcosa di diverso, che potrebbe realizzarsi nell'abbandono definitivo dell'amato vizio, ma anche no. o almeno non solo. cosa ci sia di occultamente filosofico in tutto ciò è un mistero anche per me.
marzo 14 2008
17:42

commenti (2)

si dice che

se uno sta un po' giu' potrebbe risolvere comprando un paio di scarpe. di solito lo si dice alle donne che si sono appena tagliate i capelli e che si sa, non sono mai soddisfatte del lavoro del loro parrucchiere (quasi quanto quello del loro dentista). io non ho tagliato i capelli e non è che stia proprio giù, però sì che avevo bisogno di un paio di scarpe. le volevo comode, senza spendere una fortuna, e decisamente verdi. mai avrei immaginato di realizzare un 3 out of 3 al primo tentativo. e mi piacciono talmente tanto che cammino guardandomi i piedi.



when I look down I miss all the good stuff
when I look up I just trip over things.